Giovedì 16 febbraio 2017, presso l'Aula Consiliare del Comune di Termini Imerese, si terrà un incontro con più di 500 giovani delle scuole superiori per parlare del nuovo libro di Danilo Iervolino, presidente dell'Università Telematica Pegaso. Just Press Start (Up) è un libro che presenta e sottolinea i processi e storia dell’imprenditoria 4.0, partendo dai tycoon del primo Novecento, fino ad arrivare ai fenomeni della Silicon Valley e, pone alla portata di ogni idea innovativa le nozioni e gli strumenti per comprendere un universo in continua rivoluzione. E’ un manuale per chi crede nel made in Italy, nonostante il duro cammino da seguire.
Durante l'incontro, oltre a dare spazio al confronto con i giovani intervenuti, si coglierà l'occasione per presentare il progetto PEGASO PERFORMANCE Junior, che proprio da Termini Imerse, lo scorso 13 febbraio, è iniziato presso l'Istituto Superiore "STENIO". Si tratta di un percorso formativo con i giovani studenti della Sicilia, che ha come obiettivo quello di stimolare la creatività e il talento mettendo in contatto il mondo della scuola con quello del lavoro. I ragazzi infatti, nel percorso Pegaso Performance, elaboreranno, grazie anche al confronto con realtà imprenditoriali siciliane e nazionali, con il supporto dello staff Pegaso, delle START UP che verranno valutate da un'apposita commissione che ne selezionerà una che sarà finanziata proprio dall'Università Telematica Pegaso.
All'incontro parteciperanno, fra gli altri, il Responsabile Nazionale Sedi d'Esame Unipegaso, Calogero Di Carlo; il Componente del gruppo dirigente di Confindustria Giovani Palermo, Luigi Rizzolo; il Sindaco di Termini Imerese Girolamo Di Fazio, la Dirigente Scolastica dell'Istituto "Stenio" di Termini Imerse Maria Bellavia; la Responsabile Orientamento dell'Istituto "Stenio" di Termini Imerese, Maria Versaci.
PegasoPerformance
martedì 14 febbraio 2017
JUST PRESS START (UP): a Termini Imerese si presenta il nuovo libro di DANILO IERVOLINO
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Raffaele Bonanni presenta a Palermo il nuovo libro "Digitale e Potere Collettivo"
Digitale e potere collettivo: da Marco Biagi a Industry 4.0 è il titolo del libro di Raffaele Bonanni, con Giuseppe Sabella, che sarà presentato mercoledì 15 febbraio alle 10.30 presso la sede UNIPEGASO PALERMO, Palazzo Mazzarino 383 - Palermo.
Bonanni, già segretario Cisl, è ora professore straordinario di Diritto Sindacale e delle Relazioni Industriali nell'Università Mercatorum e l'Università Pegaso. Sabella è invece direttore di Think-in – think tank specializzato in lavoro e welfare – e research fellow della Donald Lynch Foundation (North Carolina, USA).
Oltre a Raffaele Bonanni, autore del libro, interverrà anche il Responsabile Nazionale Sedi d'Esame Università Telematica Pegaso, Calogero Di Carlo; il Vicepresidente Sicindustria, Nino Salerno; il Direttore Generale Dipartimento Programmazione Regione Siciliana, Vincenzo Falgares, il Vicepresidente OSP s.r.l. - Cofondatore Keis Law, Alessandro Belli.
Introdurrà e modererà il dibattito Francesco Panasci, Giornalista emittente TV Sicilia HD.
giovedì 9 febbraio 2017
I 5 “mai” di Steve Jobs
Il co-fondatore di Apple, Steve Jobs, oltre alle sue conoscenze tecniche, al suo impegno e alla sua grande creatività, ci ha lasciato molte frasi che dimostrano la sua grande volontà di superarsi. Ci ha lasciato soprattutto 5 “mai” che bisogna ricordare ogni giorno, per sforzarsi di essere se stessi, per superarsi e per essere chi si vuole essere davvero.
Coronare un sogno non è facile, è complicato, richiede molti sforzi, una grande dose di forza di volontà e un’enorme fiducia in se stessi. Lungo la strada verso il nostro sogno incontreremo mille difficoltà che ci demoralizzeranno, che ci faranno pensare che non siamo in grado di andare avanti, ma è sempre possibile continuare, c’è sempre una strada o un’alternativa per raggiungere il nostro sogno.
2 Mai fingere
La semplicità e la trasparenza devono sempre accompagnarci lungo la nostra vita. I nostri pensieri e sentimenti devono essere manifestati, con sincerità e senza offendere gli altri. In questo modo, riusciremo a relazionarci con persone che sono fonte di valori e felicità. Se viviamo di apparenze, le persone che ci circondano non sapranno chi siamo e le relazioni con gli altri non saranno mai genuine. Dobbiamo dimostrare che apprezziamo le persone che amiamo, permettere loro di consolarci quando attraversiamo un momento difficile e di festeggiare con noi i traguardi raggiunti.
3 Mai restare immobili
Nessun sogno verrà mai a bussare alla porta di casa, dobbiamo uscire a cercare ciò che desideriamo. Dobbiamo muovere il nostro corpo e la nostra mente, come un’attività costante. Non importa la nostra età, è sempre possibile trovare qualcosa da fare, basta uscire dalla nostra zona sicura e sviluppare tutte le nostre capacità professionali e personali.
4 Mai ancorarsi al passato
Il passato è qualcosa che non possiamo cambiare, possiamo solo cambiare il nostro futuro. Tutti abbiamo commesso degli errori , ma impariamo da loro e li lasciamo indietro, per cercare di non commettere lo stesso due volte. Se ci ancoriamo al passato, non potremo mai avanzare.
5 Mai smettere di sognare
Nella vita dobbiamo mantenere i nostri sogni, un obiettivo che ci faccia alzare tutte le mattine con allegria e che dipinga un sorriso sul nostro volto. Deve essere qualcosa che ci emozioni fin nel profondo dell’anima, che ci motivi, che ci faccia sentire pieni e realizzati. Qualcosa che ci faccia vibrare. Abbiate fiducia in voi stessi, dovete conoscere i vostri punti di forza e le vostre debolezze, conoscere le vostre passioni e lottare per ciò che desiderate, per i vostri sogni. Le difficoltà non devono essere motivo di scoraggiamento, bensì una ragione per lottare ancora più duramente lungo la strada che porta ai vostri sogni. Ricordate l’entusiasmo che sentivate da bambini? Ritrovatelo in tutto ciò che fate, quella curiosità, quel modo diverso di vedere le cose. Sorridete, abbracciate, baciate, godetevi le persone che amate. Non perdete mai l’entusiasmo per le novità, per ciò che vi circonda, per come si muove la vita e per ogni piccolo dettaglio che incontrerete lungo la vostra strada.
“Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione” -Steve Jobs-1 Mai darsi per vinti
Coronare un sogno non è facile, è complicato, richiede molti sforzi, una grande dose di forza di volontà e un’enorme fiducia in se stessi. Lungo la strada verso il nostro sogno incontreremo mille difficoltà che ci demoralizzeranno, che ci faranno pensare che non siamo in grado di andare avanti, ma è sempre possibile continuare, c’è sempre una strada o un’alternativa per raggiungere il nostro sogno.
“Puoi togliermi il sogno, ma non potrai mai togliermi la voglia di continuare a sognare”. -Shoshan-È fondamentale mettere da parte le paure, perché anche se è normale avere timore di fronte alle incertezze, la paura non può paralizzarci. Fate prima ciò che vi fa paura, non lasciatelo per ultimo, il resto sarà molto più facile.
2 Mai fingere
La semplicità e la trasparenza devono sempre accompagnarci lungo la nostra vita. I nostri pensieri e sentimenti devono essere manifestati, con sincerità e senza offendere gli altri. In questo modo, riusciremo a relazionarci con persone che sono fonte di valori e felicità. Se viviamo di apparenze, le persone che ci circondano non sapranno chi siamo e le relazioni con gli altri non saranno mai genuine. Dobbiamo dimostrare che apprezziamo le persone che amiamo, permettere loro di consolarci quando attraversiamo un momento difficile e di festeggiare con noi i traguardi raggiunti.
3 Mai restare immobili
Nessun sogno verrà mai a bussare alla porta di casa, dobbiamo uscire a cercare ciò che desideriamo. Dobbiamo muovere il nostro corpo e la nostra mente, come un’attività costante. Non importa la nostra età, è sempre possibile trovare qualcosa da fare, basta uscire dalla nostra zona sicura e sviluppare tutte le nostre capacità professionali e personali.
“Costruisci i tuoi sogni, altrimenti qualcuno ti assumerà per costruire i suoi”. -Steve Jobs-Praticate sport, leggete, viaggiate, passeggiate, andate al cinema o al teatro, andate in bicicletta, scrivete, seguite un corso, dipingete, scattate fotografie, cucinate, disegnate, cantate, ballate. Esprimete ogni secondo della vostra esistenza, vivete il qui e l’ora, non restate mai fermi. Imparate ogni giorno qualcosa di nuovo, non smettete mai di muovere la vostra mente. Fate esercizio fisico tutti i giorni, non smettete mai di muovere il vostro corpo.
4 Mai ancorarsi al passato
Il passato è qualcosa che non possiamo cambiare, possiamo solo cambiare il nostro futuro. Tutti abbiamo commesso degli errori , ma impariamo da loro e li lasciamo indietro, per cercare di non commettere lo stesso due volte. Se ci ancoriamo al passato, non potremo mai avanzare.
“Non importa quante volte sbagli o quanto sei lento nel procedere, sarai sempre molto più avanti di chi non ci prova nemmeno” -Anthony Robbins-I nostri ricordi fanno parte della nostra vita, ma non dobbiamo permettergli di essere un ostacolo o usarli come una scusa per non avanzare, per non lottare per i nostri sogni.
5 Mai smettere di sognare
Nella vita dobbiamo mantenere i nostri sogni, un obiettivo che ci faccia alzare tutte le mattine con allegria e che dipinga un sorriso sul nostro volto. Deve essere qualcosa che ci emozioni fin nel profondo dell’anima, che ci motivi, che ci faccia sentire pieni e realizzati. Qualcosa che ci faccia vibrare. Abbiate fiducia in voi stessi, dovete conoscere i vostri punti di forza e le vostre debolezze, conoscere le vostre passioni e lottare per ciò che desiderate, per i vostri sogni. Le difficoltà non devono essere motivo di scoraggiamento, bensì una ragione per lottare ancora più duramente lungo la strada che porta ai vostri sogni. Ricordate l’entusiasmo che sentivate da bambini? Ritrovatelo in tutto ciò che fate, quella curiosità, quel modo diverso di vedere le cose. Sorridete, abbracciate, baciate, godetevi le persone che amate. Non perdete mai l’entusiasmo per le novità, per ciò che vi circonda, per come si muove la vita e per ogni piccolo dettaglio che incontrerete lungo la vostra strada.
“Se avete un gran sogno, dovete essere disposti a fare grandi sforzi per renderlo realtà, perché solo con la grandezza si raggiunge la grandezza”. -Facundo Cabral-
lunedì 9 gennaio 2017
L'Italia che innova, ecco Gipinto
LAS VEGAS. Per trovare Giuseppe Pinto bisogna scendere ai piani bassi. E un percorso complicato durante il Consumer Electronic Show (Ces), la grande fiera della tecnologia presa d'assalto da 170 mila persone. Caleidoscopio di innovazione e trovate che per innovazione vogliono passare, dove poco meno di quattromila aziende e startup sgomitano per farsi notare. Raggiungere la napoletana Gpinto significa attraversare i canali posticci del Venetian, uno dei grandi hotel casinò della città, fendendo la folla di turisti e addetti ai lavori.
Al centro congressi che sorge alle sue spalle, si cammina fra gli stand luccicanti del piano superiore fino alla scala mobile che porta al seminterrato. Potrebbe ospitare un campo di calcio: Giuseppe, 33 anni, è in uno dei seicento minuscoli spazi espositivi dove si alternano microscopi tascabili per iPhone, batterie smart, intelligenze artificiali fatte in casa, bracci robotici che servono il caffè. Lui ha portato un giradischi chiamato On. "Che ho costruito pezzo per pezzo proprio in un seminterrato", racconta. "Ma è al centro di Napoli e a differenza di questo non ha nemmeno il bagno".
Di scantinati non ne vedrà più molti. La sua startup, messa in piedi con un amico e la fidanzata, è stata appena acquisita da un marchio storico dell'hi-fi a stelle e strisce, la McIntosh di Binghamton (New York), fondata nel 1949. Pinto lo metteranno a capo del settore ricerca e sviluppo a partire dal 16 gennaio. "Faccio ancora fatica a crederci", confessa sorridendo. "Anche perché stavo per chiudere malgrado avessi per le mani ordini e relativi contratti firmati di aziende che volevano comprare l'On".
La sua è una storia cominciata con i nonni e la loro passione per la musica, i dischi in vinile e gli apparecchi valvolari, quando l'altra fedeltà era ancora termine dotato di un qualche senso. Il primo era un imprenditore che aveva a casa proprio dei McIntosh, il secondo un radiotecnico che costruiva i suoi amplificatori. "On è acronimo di Old and New, vecchio e nuovo", spiega Pinto nella confusione del Consumer Electronic Show. "È un giradischi con trazione a cinghia tradizionale, amplificatore integrato a valvole, connessione bluetooth e un convertitore digitale per ascoltare la musica anche dallo smartphone". Vecchio e nuovo, appunto. Un anno e mezzo fa Pinto ha provato a trovare dei finanziamenti per realizzare la sua idea. Nulla da fare. Allora si è indebitato per mettere assieme i primi prototipi e presentarsi alla fiera Monaco Hi-End ad aprile. "Il brutto? On è piaciuto così tanto che il primo giorno ho ricevuto centoventi ordini da tutto il mondo. Eppure non ho trovato nessuno disposto ad investire nella mia startup. Se avessi deciso di aprire una pizzeria sarebbe stato più facile".
Fortuna che qualcuno si è accorto di lui: sono uscite alcune recensioni positive e il Consumer Electroinc Show lo ha contattato per invitalo a questa cinquantesima edizione offrendogli pochi metri quadrati gratuitamente. E fortuna che al McIntosh Group, nel quale scorre sangue italiano facendone parte anche la Sonus Faber di Vicenza oltre ad altri marchi americani come la Audio Research e la Sumiko, avevano bisogno di qualcuno che portasse idee capaci di unire tradizione e innovazione. Qualcuno nato nell'era di Spotify, cresciuto in un Paese con la cultura del design e con un dna fatto di valvole e vinile. Giuseppe Pinto.
"Certo che sono contento", dice lui quando lasciamo il seminterrato in cerca di un ascensore. "È la cosa migliore che mi potesse capitare. Da solo con la mia startup non ce l'avrei fatta, non in Italia". Mentre saliamo verso il trentaseiesimo piano del Venetian, torna
con la mente ai nonni che ormai non ci sono più. Avrebbe voluto festeggiare con loro. Sa che sarebbero stati contenti di vederlo entrare nella suite riservata dalla McIntosh, con la sua vista mozzafiato sul deserto del Nevada, pronto a diventare la mente della divisione ricerca e sviluppo.
(FONTE repubblica.it)
Al centro congressi che sorge alle sue spalle, si cammina fra gli stand luccicanti del piano superiore fino alla scala mobile che porta al seminterrato. Potrebbe ospitare un campo di calcio: Giuseppe, 33 anni, è in uno dei seicento minuscoli spazi espositivi dove si alternano microscopi tascabili per iPhone, batterie smart, intelligenze artificiali fatte in casa, bracci robotici che servono il caffè. Lui ha portato un giradischi chiamato On. "Che ho costruito pezzo per pezzo proprio in un seminterrato", racconta. "Ma è al centro di Napoli e a differenza di questo non ha nemmeno il bagno".
Di scantinati non ne vedrà più molti. La sua startup, messa in piedi con un amico e la fidanzata, è stata appena acquisita da un marchio storico dell'hi-fi a stelle e strisce, la McIntosh di Binghamton (New York), fondata nel 1949. Pinto lo metteranno a capo del settore ricerca e sviluppo a partire dal 16 gennaio. "Faccio ancora fatica a crederci", confessa sorridendo. "Anche perché stavo per chiudere malgrado avessi per le mani ordini e relativi contratti firmati di aziende che volevano comprare l'On".
La sua è una storia cominciata con i nonni e la loro passione per la musica, i dischi in vinile e gli apparecchi valvolari, quando l'altra fedeltà era ancora termine dotato di un qualche senso. Il primo era un imprenditore che aveva a casa proprio dei McIntosh, il secondo un radiotecnico che costruiva i suoi amplificatori. "On è acronimo di Old and New, vecchio e nuovo", spiega Pinto nella confusione del Consumer Electronic Show. "È un giradischi con trazione a cinghia tradizionale, amplificatore integrato a valvole, connessione bluetooth e un convertitore digitale per ascoltare la musica anche dallo smartphone". Vecchio e nuovo, appunto. Un anno e mezzo fa Pinto ha provato a trovare dei finanziamenti per realizzare la sua idea. Nulla da fare. Allora si è indebitato per mettere assieme i primi prototipi e presentarsi alla fiera Monaco Hi-End ad aprile. "Il brutto? On è piaciuto così tanto che il primo giorno ho ricevuto centoventi ordini da tutto il mondo. Eppure non ho trovato nessuno disposto ad investire nella mia startup. Se avessi deciso di aprire una pizzeria sarebbe stato più facile".
Fortuna che qualcuno si è accorto di lui: sono uscite alcune recensioni positive e il Consumer Electroinc Show lo ha contattato per invitalo a questa cinquantesima edizione offrendogli pochi metri quadrati gratuitamente. E fortuna che al McIntosh Group, nel quale scorre sangue italiano facendone parte anche la Sonus Faber di Vicenza oltre ad altri marchi americani come la Audio Research e la Sumiko, avevano bisogno di qualcuno che portasse idee capaci di unire tradizione e innovazione. Qualcuno nato nell'era di Spotify, cresciuto in un Paese con la cultura del design e con un dna fatto di valvole e vinile. Giuseppe Pinto.
"Certo che sono contento", dice lui quando lasciamo il seminterrato in cerca di un ascensore. "È la cosa migliore che mi potesse capitare. Da solo con la mia startup non ce l'avrei fatta, non in Italia". Mentre saliamo verso il trentaseiesimo piano del Venetian, torna
(FONTE repubblica.it)
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