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lunedì 18 settembre 2017

Ehi, parliamo di focus: ti sei posizionato bene nella mente dei tuoi clienti?


ALESSANDRO MAZZU'
Consulente di web marketing, Formatore, 
Autore e Podcaster.
Consulente - Università degli Studi 
di Napoli 'L'Orientale'

Quante volte vedo miei colleghi accettare lavori che poco o nulla c’entrano con la loro reale professione! Tu, che sei un social media manager, perché mai decidi di accettare un incarico come web designer? E tu, consulente di web marketing, chi te l’ha fatto fare di sobbarcarti quel lavoro di ottimizzazione SEO? Tu che ti occupi di email marketing perché scrivi un libro sulle digital PR? Proprio così: è sufficiente guardarsi intorno e tendere bene l’orecchio per accorgersi che effettivamente sono moltissimi i professionisti, soprattutto i freelance, che tengono un piede in due scarpe oppure non hanno un focus ben definito, e finiscono per rimetterci del proprio. Parlo ovviamente di tempo perso, in quanto accettare un incarico improprio significa nella maggior parte dei casi spendere più tempo del necessario per portarlo a termine. Ma parlo anche di risorse, in quanto il tempo è denaro, e anche di reputazione: chi lo dice che tu, specializzato in lanci digitali, sei davvero in grado di fornire un servizio efficiente in termini di copywriting o di web design? Nessuno, e di certo il cliente deluso non mancherà di farlo sapere in giro.

Per questo io ti dico: trova il tuo focus!

Concentrati, ritaglia il tuo campo d’azione, magari anche di nicchia, e fai sapere agli altri che quello è il tuo hortus conclusus, e che è dentro a quell’area in cui puoi effettivamente dare il meglio di te. Chi entra nel mio sito capisce subito quello faccio: certo, vedendo la mia fotografia in homepage potrebbe forse pensare a un modello, a un fashion blogger oppure più probabilmente a un clochard dai modi incredibilmente distinti, eppure basta scorrere lo sguardo subito sotto la foto per incontrare stampato a caratteri cubitali il mio ruolo, ovvero ‘Il consulente per i consulenti di web marketing’. Questo vuol dire trovare il proprio focus e comunicarlo in modo lampante! Non sono uno che costruisce siti, non sono uno che gestisce profili social, non sono un consulente, ma sono un consulente dei consulenti, e non c’è modo di pensare o affermare il contrario.

Un basso livello di… focalizzazione

Qualcuno potrebbe persino essere affetto da questa patologia senza neanche saperlo. Proprio così: potresti soffrire di penuria di focus senza accorgertene. Del resto io stesso fino a qualche giorno fa non avevo pensato a quanto tale atteggiamento potesse essere controproduttivo. A illuminarmi, guarda un pò, è stato un film d’animazione, ovvero Le 5 Leggende. Pensi che solo perché ho una barba paragonabile a quella di Gandalf del Signore degli Anelli (ma prima che rinascesse tutto candido e pettinato dopo lo scontro con Balrog, per intenderci) io non possa sprofondare in un divano a guardare un cartone animato? Au contraire! E se non hai figli o nipoti da usare come scusa per goderti questa pellicola, puoi farlo lo stesso, magari usando proprio il mio post come scusa.

Insomma, non sto a spoilerarti il cartone: sta di fatto che ci sono Babbo Natale, il Coniglio Pasquale, la Fatina dei Denti e l’Uomo del sonno – tutti con nomi più fighi però, tipo Nord, Calmoniglio, Dentolina e Sandman – che a un certo punto della storia rischiano di scomparire perché i bambini smettono di credere in loro. Ecco, mettiti nei panni del coniglietto pasquale, tramuta i tuoi clienti nei fanciulli, e inizierai a capire il mio punto di vista. Ma c’è di più: il protagonista, tale Jack Frost, non solo non viene visto dai bambini – in quanto non credono in lui – ma non sa nemmeno quali sono le sue vere origini – e di fatto i suoi poteri ne risultano dimezzati. “Chi sei tu, Jack Frost, e qual è il tuo Centro?” gli chiede, incalzandolo, Babbo Natale. Ma ecco che, una volta che si ricorda chi è davvero, riesce a fare delle cose stupefacenti, per poi convincere i bambini a credere in lui in qualità di Guardiano del Divertimento.


I tuoi clienti hanno capito qual è il tuo focus? Ecco… tu ti ricordi quali sono le tue origini, ovvero qual è il focus del tuo business? E soprattutto… i tuoi clienti lo sanno? Pensaci un pò, ma fallo seriamente. Quelli che ti contattano pensano che tu sia ‘uno che sa spippolare in rete’ o sanno che tu sei un social media manager? Pensano che tu sia uno che ‘costruisce siti web’ o hanno capito che tu ti occupi di web marketing? Come puoi sperare di essere un punto fermo nella mente dei tuoi potenziali clienti se in realtà loro non hanno nemmeno capito qual è la tua reale attività?

Ma occhio, non è colpa dei clienti. Non sono loro a essere disattenti, no, sei tu, sei tu che non sei riuscito a spiegare loro in modo efficace qual è la tua attività!

Se le persone non capiscono cosa fai è perché non hai un focus preciso, perché non ti sei saputo posizionare bene nella mente dei tuoi consumatori. 

Si parla spessissimo di ‘posizionare’ il nostro sito web sui motori di ricerca. Ma tu, quanto tempo hai speso per posizionare la tua figura nella testa dei tuoi potenziali clienti? Ecco, ora che ti ho ficcato in testa questo dubbio ancestrale, il mio consiglio è di guardare bene tutti i tuoi canali di comunicazione, ma proprio tutti: il tuo sito web, i tuoi profili sui social network, persino la firma che campeggia in fondo alle tue email. Si capisce davvero qual è il tuo focus? E tu, sei in grado di rispettare questa definizione di te stesso? Oppure tendi a pisciare fuori dal vaso? Pensaci!

 (Magari mentre ti bevi una bella birra ghiacciata davanti a un cartone animato)

Fonte www.alessandromazzu.it

lunedì 7 agosto 2017

Il segreto di Marco Montemagno

Come si diventa imprenditori digitali? Ecco la storia di chi ci è riuscito alla grande. Nel libro «Codice Montemagno», tutti consigli e la sua esperienza.

L’hanno aspettato come fosse la Bibbia: su Amazon era al primo posto dei libri più ricercati prima ancora che venisse pubblicato e ora che è finalmente disponibile, il libro di Marco Montemagno, «Codice Montemagno», va alla grande.



D’altra parte è comodo avere in mano un compendio di tutti i suoi consigli. Lui, imprenditore digital di lunga data, vanta successi importanti: ha creato start up come Blogosfere, ha portato in Italia eventi come la Social Media Week, ha ideato la prima Start up School, ha lavorato in radio, in tv, ha tenuto conferenze e dispensato utili informazioni sul suo profilo Facebook, ma non gli piace essere chiamato coach: «Non sono un motivatore e non credo nell’industria della motivazione, che crea un business un po’ fuffa: si aggirano personaggi che poco sanno di comunicazione, di marketing e di affari, ma che millantano grandi competenze.

Io voglio condividere solo la mia esperienza».



Ciò detto il suo libro riesce comunque a dare una spinta all’autostima e aiuta a fare il salto in quel momento in cui sei lì che ti dici: «Ora basta: quello che sono non mi sta più bene. Divento chi posso diventare».
E per Marco Montemagno tutti (o quasi) possono diventare impenditori di se stessi usando il digitale: «Tra il dipendente sprofondato da anni nel suo annoiato posso fisso e Mark Zuckerberg c’è tutto un mondo in mezzo. Oggi, con il digitale, si è avvantaggiati: non si ha bisogno di grandi somme per testare un’idea. Quando fai qualcosa on line, lo capisci subito se può essere un buon business. Il problema è però saper fare le mosse giuste e poi sapersi dare dei parametri, per capire quando eventualmente mollare il colpo e quanto potersi aspettare come guadagno da quella specifica impresa».

E, a proposito di guadagni, lui, se dispensa gratis tutti i suoi preziosi consigli, come guadagna?
«Faccio questo mestiere da tanto tempo e, se è vero che non guadagno su Facebook e non guadagno facendo un libro, è pure vero che questa è per me visibilità e che poi la visibilità porta a che ti invitino alle conferenze, che ti chiedano consulenze, che abbiano fiducia in te per le tue idee. Mi piace condividere on line il mio punto di vista e non è che voglio vendere qualcosa: credo sia una bella avventura e mi emoziona veder che la community sta crescendo. Io non penso che si debba monetizzare subito, all’istante, non appena finisci un lavoro: quando si fanno le cose, bisogna avere una visione più ampia, sul lungo periodo. Io cerco di fare in modo che il brand “Marco Montemagno” abbia sostanza, che la gente creda in quello che faccio. Poi le cose arrivano».

Ma per farle arrivare, bisogna mettersi lì, a testa bassa: «Fare una start up non è sexy, non fa figo come alcuni ragazzi pensano: per fare davvero una start up che funziona bisogna impegnarsi, studiare, capire. È una fatica, che necessita lavoro duro».



Ma esistono scuole dove si può imparare? Corsi da frequentare?

«C’è un grande dibattito tra chi crede che ci voglia comunque una formazione accademica e chi pensa che invece sia inutile. Io, da parte mia, credo che l’università dia una giusta forma mentis, che ti possa creare dei contatti utili con persone esperte. Poi ciò non toglie che farsi le ossa sul campo serve. Oggi si possono fare sperimenti, giusto per testare con mano come si monta un video, come si fa una pagina web: Internet è il mondo per chi fa, non tanto per chi teorizza. Muoversi in parallelo aiuta».

E intanto lui, per febbraio, ha messo in piedi, con Federico Clapis, una «due giorni»: Viral Academy Days, per imparare a comunicare on line con i video

E comunque il suo libro è già un’ottima partenza per imparare qualcosa e saperne di più, «perché diventare imprenditore di te stesso è la scelta più sicura che puoi fare».

Fonte Valeria Vantaggi per Vanity Fair

martedì 25 luglio 2017

"aSTARTe": un'app per promuovere e valorizzare la borgata di Custonaci

Promossa dal Centro Studi Dino Grammatico, "aSTARTe" è un'app che mira a far conoscere e valorizzare il territorio e il patrimonio di Custonaci

Negli ultimi tempi si sta sempre più diffondendo la pratica della progettazione di app che mirino a promuovere e valorizzare luoghi culturali e turistici fortemente attrattivi. Nasce con questo intento, "aSTARTe", un'applicazione volta a far conoscere Custonaci, cittadina nota per i suoi marmi e per questo insignita del titolo "Città Internazionale dei Marmi".

Il nome dell'app rimanda da un lato al termine inglese start (partenza) e dall'altro ad Astarte, divinità femminile fenicia un tempo venerata anche nella zona di Custonaci. Ricchezze paesaggistiche, naturalistiche, architettoniche e la storia della città sono i temi cruciali attorno ai quali ruota l'app.

Promossa dal Centro Studi Dino Grammatico, "aSTARTe" presenta una descrizione della città in generale, per poi entrare nello specifico con i luoghi d’interesse presentati nel dettaglio, grazie ai testi dell’esperta del territorio Maria Castiglione.

Le singole descrizioni sono impreziosite da una galleria d’immagini, grazie alla quale il fruitore può ammirare virtualmente la bellezza del patrimonio artistico-culturale.

Con la sua eleganza e maestosità, rapisce il Santuario che si erge in cima al paese quasi a voler proteggere le casette che ricordano un presepe.

Oltre al santuario, la grotta Mangiapane, il granaio arabo di Visicari e il museo del marmo sono soltanto alcuni dei luoghi valorizzati all'interno dell'app. Dal menù è possibile accedere anche alla mappa che localizza i luoghi di interesse e li ordina rispetto alla posizione del fruitore.

Quella di "aSTARTe" è un'idea innovativa che sfrutta le potenzialità della tecnologiaper la promozione turistica di un territorio che, viceversa, sarebbe meno noto.

martedì 18 luglio 2017

Airbnb & Co. contro le Entrate: "Impossibile versare la cedolare sugli affitti"

La startup dell'ospitalità, insieme a Homeaway e all'associazione degli agenti immobiliari Fiaip, contesta l'obbligo di raccogliere le tasse sulle locazioni scattato lunedì: "Lo Stato ci ha messo due anni per ideare la norma e adesso ci chiede di adeguarci in un fine settimana". Ora la misura è a rischio flop. 

ROMA - "Lo Stato si è riservato due anni per ideare e introdurre la cedolare secca e ora pretende che ci adeguiamo in un fine settimana". Doveva partire oggi la "tassa Airbnb", l'obbligo per gli intermediari degli affitti turistici, digitali e non, di trattenere le imposte dovute dai proprietari di casa e versarsi all'Erario. E invece il debutto della nuova norma anti evasione si è tradotto in un nuovo scontro tra operatori del settore e governo: "Ci troviamo nell'impossibilità tecnica di adeguarci", scrive Airbnb in una nota. Firmata però anche da un altro sito dell'ospitalità, Homeaway, piattaforma di proprietà del gruppo Expedia, e dall'associazione degli agenti immobiliari"tradizionali" Fiaip.

Non solo gli intermediari digitali dunque, ma anche quelli analogici a contestare tempi e modi dell'introduzione del nuovo obbligo. La legge era contenuta nella "manovrina" di primavera, doveva scattare da giugno, con i primi versamenti dei tributi all'Erario a metà del mese successivo, cioè oggi. Ma il codice tributo è arrivato appena due settimane fa e il regolamento dell'Agenzia delle Entrate solo giovedì. "Il legislatore vorrebbe che dedicassimo migliaia di ore di sviluppo per modificare portali attivi e operanti, che informassimo centinaia di migliaia di proprietari nel corso di un fine settimana", scrivono i tre soggetti. Come contestano l'obbligo per le piattaforme digitali con sede all'estero, è il caso sia di Airbnb che di Homeaway, di dotarsi di un rappresentante fiscale in Italia, "in mancanza di ogni tipo di garanzia e certezza di adempiere agli obblighi del caso". Nel complesso, proseguono, un intervento "frettoloso" e contrario ai principi stabiliti dallo statuto del contribuente.

In realtà di questa norma si discute da aprile, quando è comparso nelle pieghe della "manovrina" di correzione dei conti pubblici. Alcuni operatori immobiliari, come quelli aderenti all'associazione Property Managers Italia, si sono adeguati e cominceranno a versare dal mese prossimo. Ma che i tempi fossero stretti lo ha riconosciuto anche l'Agenzia delle Entrate, disposta nelle prime settimane a chiudere un occhio su ritardi e relative sanzioni (fino al 20% della somma per omessa trattenuta). L'opposizione di Airbnb e soci però, oltre alle scadenze, riguarda la legge in sé: "Il governo si era impegnato a delegare l'Agenzia delle Entrate a dare attuazione alle norme tramite accordi con le piattaforme, cosa che fin qui non è avvenuta. Confidiamo che si possa aprire un confronto serio caso per caso". Per il momento, insomma, nessuna intenzione di raccogliere la tassa e girarla al Fisco. Con la novità anti evasione che rischia di mancare il gettito extra atteso,

oltre 80 milioni di euro nel 2017 e quasi 140 dal 2018. O addirittura, almeno a sentire Airbnb e soci, di generare l'effetto opposto, "incentivando chi continua a lavorare con largo uso del contante".

FONTE: Filippo Santelli per repubblica.it

martedì 27 giugno 2017

Corsi online per aspiranti imprenditori e startupper: da oggi c'è Startup University

Dal 1 ottobre 2017 verranno attivati i corsi della Startup University Digital Magics, il primo polo didattico online dedicato alla formazione degli aspiranti imprenditori e startupper.

L’offerta didattica della Startup University è strutturata per coprire tutte le esigenze che caratterizzano il lancio e lo sviluppo di una nuova impresa, dalla stesura di un business plan fino alla vendita di prodotti e servizi:

“Just Press Startup: inizia” (20 ore online – 300 euro). Mini corso rivolto agli aspiranti imprenditori che desiderano apprendere le tecniche basilari per presentare il proprio progetto: per iscritto (business canvas), di fronte a potenziali investitori (elevator pitch) e di fronte ad un pubblico (public speaking). Il modulo offre anche la possibilità di inviare ai nostri investitori la video presentazione di un progetto. I migliori progetti saranno premiati con finanziamenti a partire da 10.000 euro;

“Diventa imprenditore” (6 mesi online – 1.500 euro). Corso dedicato agli aspiranti imprenditori che desiderano apprendere le basi propedeutiche al lancio della propria Startup: project presentation, tutela legale degli intangibili, competenze per sviluppare l’infrastruttura tecnologica (sito web, app, e-commerce), presentazione della propria Startup;

“Lancia la tua Startup” (4 mesi online, 2 in presenza – 5.000 euro). Corso dedicato agli aspiranti imprenditori che hanno già definito la propria value proposition e desiderano tradurla in un risultato economico: registrazione della propria Startup, comunicazione interna ed esterna, seed funding, networking (ricerca fornitori, partner, clienti) e digital marketing;

“Potenzia la tua Startup” (10 mesi online, 2 in presenza – 6.500 euro). Corso dedicato ai giovani startupper che desiderano apprendere le tecniche avanzate per potenziare ed espandere il proprio business: incubazione e affiancamento della Digital Magics, tecniche di finanziamento e problem solving, round B, roadshow con soggetti finanziari, affiancamento di massima visibilità al grande pubblico.

ISCRIVITI SUBITO CON PRIMIERA!!!!
vienici a trovare nei nostri uffici in via Danimarca 52 a Palermo
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lunedì 26 giugno 2017

BusRapido.com, startup romana vince Digithon 2017

Bisceglie, 26 giu. (Labitalia) - La startup romana BusRapido.com si aggiudica il premio DigithON 2017 grazie ai voti del comitato scientifico della maratona e a quelli arrivati dai social. Busrapido.com, il primo motore di ricerca in Italia dove è possibile noleggiare autobus e minibus con conducente per viaggi di gruppo, vince 10mila euro offerti da Confindustria Bari - Bat, principale partner di DigithON.

Sul palco a premiare il progetto, Domenico De Bartolomeo, presidente di Confindustria Bari - Bat. I complimenti al vincitore nelle parole di Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera e presidente di DigithON: "Dobbiamo fargli i complimenti perché entrano in un mercato che ha fatto già discutere tanto con la vicenda Flixibus che ha 'messo le ruote' a una piattaforma tecnologica.

Loro non mettono le ruote ma rendono le tecnologie ancora più sofisticate e consentono a ognuno di organizzare, con aziende esistenti, un modello di trasporto".

Fonte: adnkronos

giovedì 22 giugno 2017

Startup senza interlocutori, le imprese chiedono un canale di dialogo

Le startup vogliono un canale di comunicazione per dialogare con il legislatore. Il Parlamento rivendica il ruolo di regolatore: la richiesta arriva da Soundreef e Flixbus alla fine di un incontro tenuto a Luiss Enlabs, acceleratore romano di startup, e nella stessa occasione il presidente della commissione Bilancio della Camera Vincenzo Boccia ha rivendicato le funzioni del legislatore. I fondatori delle due imprese innovative hanno chiesto ufficialmente al ministero dello Sviluppo economico di "creare un organismo di tutela per le imprese innovative per interagire con lo Stato e le istituzioni in modo trasparente e regolamentato".

Sfida a Siae

Soundreef, società fondata da Davide d'Atri, è nota per aver sfidato il monopolio Siae nella gestione del diritto d'autore chiedendo la liberalizzazione del mercato.
Un emendamento frena Flixbus

Flixbus è stata limitata nella sua operatività dalla manovra dello scorso maggio, che le impedirà dal prossimo ottobre di offrire servizi di linea perché non possiede autobus di proprietà. Due casi che raccontano come società con business alternativi a quelli tradizionali abbiano trovato difficoltà ad operare in Italia, nonostante abbiano creato migliaia di posti di lavoro. E le difficoltà in questi casi, come in quello più famoso di Uber o della startup degli architetti Cocontest, arrivano da un freno voluto dal legislatore per tutelare gli interessi delle società che già operano sul mercato. "Negli ultimi anni - ha detto Davide d'Atri, amministratore delegato di Soundreef - società innovative come Soundreef e Flixbus hanno rivoluzionato i rispettivi settori di appartenenza, incontrando però contesti normativi sorpassati e inadeguati. Vogliamo costruire un dialogo costante con le istituzioni perché il nostro contributo in termini economici possa spingere la crescita stessa dell'intero Paese". Fabio Maccione, responsabile public affairs di FlixBus Italia ha da parte sua sottolineato che "se da un lato il legislatore dichiara di voler supportare e dare impulso al mondo delle startup e dell'imprenditoria giovanile, dall'altro lato sembra resistere al cambiamento, non fornisce adeguati strumenti legislativi, non aiuta gli imprenditori e blocca i processi innovativi del Paese".

Le due startup hanno avuto il supporto del rapper Fedez, primo fra i grandi cantanti a lasciare la Siae per affidare la gestione dei suoi diritti d'autore a Soundreef. "Mi sono esposto una volta e subito dopo hanno fatto due interrogazioni parlamentari accusandomi di vilipendio al capo dello Stato e di incitazione alla rivolta di piazza", ha premesso Fedez, che ha voluto comunque ribadire la sua volontà di impegnarsi a lottare "per un cambiamento e contro il mantenimento di posizioni di privilegio. La rivoluzione digitale - ha detto - è già in atto e anche la politica non potrà fermarne la forza dirompente".

Le prerogative del Parlamento


Vincenzo Boccia, Pd presidente della commissione Bilancio della Camera risponde nella stessa occasione che "Il mio dovere di legislatore è cercare di regolare il mercato in maniera tale che nessuno soffra dai cambiamenti portati dalle nuove tecnologie, come abbiamo fatto per il settore dei trasporti". Un emendamento della manovrina approvata lo scorso maggio di fatto impedirà all'azienda di operare nel settore dei trasporti su strada annullandone le licenze. "Io sono dalla parte di Flixbus e dell'innovazione", ha detto Boccia, "ma l'autorizzazione a operare come concorrente e ottenere delle licenze è qualcosa che deve decidere il Parlamento e non un tecnico del ministero dei Trasporti che dà le licenze. Con questo non voglio dire che Flixbus ha ricevuto dei favori dal ministero, ma questo è un settore su cui deve decidere il Parlamento". Boccia difende il provvedimento dicendo che il compito del legislatore oggi che "non c'è più differenza tra economia reale e economia digitale" è evitare che il digitale spazzi via interi settori dell'economia tradizionale aggirando alle leggi di un paese. L'accusa di Maccione però è diversa: "Noi siamo arrivati in Italia dopo aver letto e studiato la normativa, non abbiamo imposto il nostro modello in Italia ma abbiamo cambiato il nostro business modellandolo sulla normativa italiana. La vostra risposta invece è stata cambiare la normativa".

FONTE: agi.it 

mercoledì 21 giugno 2017

Google Drive lancia Backup and Sync: ora puoi salvarci tutto il computer

Da fine giugno un nuovo strumento per ambienti desktop: ci si potranno salvare foto, video, cartelle, file e anche il contenuto dell’intero hard disk. A patto di disporre di spazio residuo sufficiente sul cloud di Mountain View

SI CHIAMA Backup and Sync ed è un nuovo strumento rilasciato da Google per fare il backup di tutto il computer, o di alcune sue parti, e salvarlo sul proprio Drive. Sarà disponibile dal 28 giugno: da quel giorno l'applicazione potrà essere scaricata dal sito ufficiale del servizio di Big G mentre chi ha già installato l'app Google Drive per Mac e pc riceverà un aggiornamento nel giro di pochi giorni.

Backup and Sync è di fatto la nuova versione di Drive per desktop, integrata nell'uploader per Google Foto. Potremo scegliere per quali cartelle effettuare il backup e tutto finirà sull'account Google Drive. Salvo, ovviamente, che si abbia spazio a sufficienza. Potenzialmente, dunque, anche tutto ciò che è memorizzato sul computer.

I file prescelti saranno così sincronizzati in modo continuo e sempre aggiornati sia in remoto che sul cloud. La novità è pensata, come si legge in un post sul blog di Mountain View, fondamentalmente per un utilizzo "consumer", dunque per tutti e non specificamente per ambito professionale come Drive File Stream che offrirà maggiori capacità di memoria ed arriverà entro la fine dell'anno nei pacchetti G Suite Basic, Business, Enterprise, Education e Nonprofit. Per questo gli utenti aziendali G Suite non otterranno l'aggiornamento automatico a Backup and Sync.

La possibilità di salvare foto, video, film, musica, intere cartelle dipende dallo spazio residuo. Come noto Google Drive offre 15 GB gratuiti a tutti gli utenti, 100 GB al prezzo di 1,99 euro al mese, 1 TB a 9,99 euro e 10 TB a 99,99 euro sempre ogni 30 giorni.

Fonte SIMONE COSIMI per repubblica.it

martedì 20 giugno 2017

Coco, l'Airbnb delle spiagge: l'ombrellone lo prenoti via app

Due ex ingegneri Microsoft mollano tutto e lanciano una startup per combattere l'ansia da corsa allo stabilimento: come The Fork per i ristoranti, sdraio e lettini si scelgono (e in questo caso si pagano) con lo smartphone

L'ANSIA da corsa allo stabilimento: "Saranno rimasti i posti in prima fila?". E magari la condanna (comunque salatissima) alla calura da retrovie e sabbia rovente. Tutto questo finisce nella soffitta della casa al mare con Coco, un'applicazione appena lanciata che ricorda un po' Airbnb o The Fork, i servizi per prenotare stanze, case o tavoli al ristorante. Solo che in questo caso si tratta di lettini, sdraio e ombrelloni. Coco serve cioè a scegliere, valutare, prenotare e pagare il proprio posto in uno stabilimento in pochi tocchi e, appunto, spazzando via ogni complicazione da esodo balneare.

L'hanno messa a punto due ingegneri gestionali già al lavoro in Microsoft: Nicola Palumbo, 31 anni, di Rutigliano e Antonio Baldassarre, 26enne di Trani, si sono conosciuti negli uffici milanesi del colosso di Redmond. "Dopo ogni meeting i discorsi di lavoro lasciavamo spazio a progetti personali e ad idee che avevamo voglia di realizzare - raccontano - ogni momento libero era un'occasione per discutere delle nostre idee e fare progetti su come metterle in pratica". Coco è dunque fioccato da lì, da quei momenti di libertà prima e dopo gli stressanti incontri quotidiani. "Quando abbiamo avuto l'idea di Coco tutto è stato più chiaro: dovevamo buttarci e realizzarla. Così abbiamo deciso di mollare tutto e di fondare la nostra prima startup. Avevamo un lavoro sicuro in un'azienda da sogno e uno stipendio certo ma abbiamo lasciato tutto senza pensarci due volte per creare qualcosa di nostro, un progetto totalmente nuovo".Abbiamo provato Coco e l'esperienza è davvero lineare (a partire dall'azzeccatissima icona, una noce di cocco con cannuccia e ombrellino d'ordinanza che basta già a rilassare). Si può accedere con Facebook, con email oppure creare un account direttamente sull'app, disponibile sia per iOS che per Android. Dopo l'autenticazione si comincia con un approccio che gli utenti più smaliziati già conoscono: si viene infatti proiettati direttamente sulla mappa, da dove si possono selezionare i lidi preferiti. Su Coco ci sono più di 60 stabilimenti balneari diffusi su gran parte delle coste italiane. Si va dalla Toscana (Viareggio e provincia) alla Liguria (Finale Ligure, Alassi, San Lorenzo al mare e altri) passando per Emilia Romagna (Rimini e Riccione), Abruzzo (Francavilla al mare e Roseto), Marche (Fano e Civitanova), Sardegna (Cagliari e Cala Brandinchi, non lontano da San Teodoro) e ovviamente in Puglia (Gallipoli, Monopoli, Salento, Torre Canne fra gli altri). Coco collabora infatti con il Cna balneatori pugliesi e sta sviluppando il progetto in modo da uniformare il sistema di prenotazione prima in Puglia e poi in tutta Italia.

Ogni stabilimento dispone ovviamente di una sua scheda (un po' come accade su piattaforme note come TripAdvisor) con le immancabili recensioni, la distanza dalla posizione in cui si trova l'utente e la forchetta dei prezzi per i diversi servizi offerti. Non manca, a questo proposito, l'elenco di ciò che ci si può trovare: Wi-Fi, parcheggi, doccia, palestre, ristoranti, bar, idromassaggio, canoe, pedalò, campi sportivi e la tipologia della spiaggia (sabbia, scogli, sassi, prato e così via). Scelto il posto si seleziona la data e la fila preferita e si prenota via PayPal o carta di credito. Dopodiché non c'è altro da fare né da stampare: basta presentare il biglietto elettronico all'arrivo.

"Oggi puoi prenotare un passaggio in macchina da uno sconosciuto, dormire in casa di estranei in giro per il mondo ma non puoi prenotare un posto in spiaggia in maniera smart e innovativa - racconta con un tocco d'ironia Baldassarre a Repubblica - essendo pugliesi ed amando il mare non potevamo accettare tutto questo". Tutto molto interessante ma non mancano gli ostacoli: "Ovviamente innovare un settore è sempre difficile - aggiunge il cofondatore - siamo comunque rimasti piacevolmente sorpresi dalla volontà di innovare da parte di molti gestori". L'obiettivo è ambizioso: "Miriamo a rivoluzionare il modo in cui le persone vivono le loro vacanze al mare, prima in Italia poi nel mondo - conclude il 26enne ingegnere - vogliamo diventare il punto di riferimento per i turisti: dalla ricerca della spiaggia giusta alla prenotazione vera e propria. I nostri utenti infatti possono usare Coco come un vero e proprio motore di ricerca per le spiagge".

FONTE  SIMONE COSIMI per Repubblica.it

giovedì 9 febbraio 2017

I 5 “mai” di Steve Jobs

Il co-fondatore di Apple, Steve Jobs, oltre alle sue conoscenze tecniche, al suo impegno e alla sua grande creatività, ci ha lasciato molte frasi che dimostrano la sua grande volontà di superarsi. Ci ha lasciato soprattutto 5 “mai” che bisogna ricordare ogni giorno, per sforzarsi di essere se stessi, per superarsi e per essere chi si vuole essere davvero.
 “Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione” -Steve Jobs-
1 Mai darsi per vinti 
Coronare un sogno non è facile, è complicato, richiede molti sforzi, una grande dose di forza di volontà e un’enorme fiducia in se stessi. Lungo la strada verso il nostro sogno incontreremo mille difficoltà che ci demoralizzeranno, che ci faranno pensare che non siamo in grado di andare avanti, ma è sempre possibile continuare, c’è sempre una strada o un’alternativa per raggiungere il nostro sogno.
“Puoi togliermi il sogno, ma non potrai mai togliermi la voglia di continuare a sognare”. -Shoshan-
È fondamentale mettere da parte le paure, perché anche se è normale avere timore di fronte alle incertezze, la paura non può paralizzarci. Fate prima ciò che vi fa paura, non lasciatelo per ultimo, il resto sarà molto più facile.

2 Mai fingere 
La semplicità e la trasparenza devono sempre accompagnarci lungo la nostra vita. I nostri pensieri e sentimenti devono essere manifestati, con sincerità e senza offendere gli altri. In questo modo, riusciremo a relazionarci con persone che sono fonte di valori e felicità. Se viviamo di apparenze, le persone che ci circondano non sapranno chi siamo e le relazioni con gli altri non saranno mai genuine. Dobbiamo dimostrare che apprezziamo le persone che amiamo, permettere loro di consolarci quando attraversiamo un momento difficile e di festeggiare con noi i traguardi raggiunti.

3 Mai restare immobili 
Nessun sogno verrà mai a bussare alla porta di casa, dobbiamo uscire a cercare ciò che desideriamo. Dobbiamo muovere il nostro corpo e la nostra mente, come un’attività costante. Non importa la nostra età, è sempre possibile trovare qualcosa da fare, basta uscire dalla nostra zona sicura e sviluppare tutte le nostre capacità professionali e personali.
 “Costruisci i tuoi sogni, altrimenti qualcuno ti assumerà per costruire i suoi”. -Steve Jobs-
Praticate sport, leggete, viaggiate, passeggiate, andate al cinema o al teatro, andate in bicicletta, scrivete, seguite un corso, dipingete, scattate fotografie, cucinate, disegnate, cantate, ballate. Esprimete ogni secondo della vostra esistenza, vivete il qui e l’ora, non restate mai fermi. Imparate ogni giorno qualcosa di nuovo, non smettete mai di muovere la vostra mente. Fate esercizio fisico tutti i giorni, non smettete mai di muovere il vostro corpo.

4 Mai ancorarsi al passato 
Il passato è qualcosa che non possiamo cambiare, possiamo solo cambiare il nostro futuro. Tutti abbiamo commesso degli errori , ma impariamo da loro e li lasciamo indietro, per cercare di non commettere lo stesso due volte. Se ci ancoriamo al passato, non potremo mai avanzare.
“Non importa quante volte sbagli o quanto sei lento nel procedere, sarai sempre molto più avanti di chi non ci prova nemmeno” -Anthony Robbins- 
I nostri ricordi fanno parte della nostra vita, ma non dobbiamo permettergli di essere un ostacolo o usarli come una scusa per non avanzare, per non lottare per i nostri sogni.

5 Mai smettere di sognare
Nella vita dobbiamo mantenere i nostri sogni, un obiettivo che ci faccia alzare tutte le mattine con allegria e che dipinga un sorriso sul nostro volto. Deve essere qualcosa che ci emozioni fin nel profondo dell’anima, che ci motivi, che ci faccia sentire pieni e realizzati. Qualcosa che ci faccia vibrare. Abbiate fiducia in voi stessi, dovete conoscere i vostri punti di forza e le vostre debolezze, conoscere le vostre passioni e lottare per ciò che desiderate, per i vostri sogni. Le difficoltà non devono essere motivo di scoraggiamento, bensì una ragione per lottare ancora più duramente lungo la strada che porta ai vostri sogni. Ricordate l’entusiasmo che sentivate da bambini? Ritrovatelo in tutto ciò che fate, quella curiosità, quel modo diverso di vedere le cose. Sorridete, abbracciate, baciate, godetevi le persone che amate. Non perdete mai l’entusiasmo per le novità, per ciò che vi circonda, per come si muove la vita e per ogni piccolo dettaglio che incontrerete lungo la vostra strada.
 “Se avete un gran sogno, dovete essere disposti a fare grandi sforzi per renderlo realtà, perché solo con la grandezza si raggiunge la grandezza”. -Facundo Cabral-